21 Luglio 2026
Sbagliare la potenza di un gruppo elettrogeno costa in due modi. Se è troppo piccolo, va in sovraccarico, si spegne nei momenti peggiori e rischia di danneggiare le apparecchiature collegate. Se è troppo grande, bruci gasolio inutile, paghi un noleggio più caro del necessario e lo fai lavorare in una fascia poco efficiente che, alla lunga, rovina il motore.
Eppure, il dimensionamento corretto è questione di metodo, non di fortuna. In questo articolo vediamo come calcolare la potenza giusta, con un esempio pratico e i riferimenti ai modelli della flotta Giuliano.
Consulta anche: “Gruppi elettrogeni per cantieri senza rete elettrica: soluzioni a noleggio”
kW o kVA: la differenza che devi conoscere
Prima di ogni calcolo, serve chiarire un punto che genera più confusione di quanto dovrebbe. I gruppi elettrogeni hanno due valori di potenza dichiarati: i kVA (potenza apparente) e i kW (potenza attiva). Sono legati dal fattore di potenza, indicato con cosφ, che per i gruppi elettrogeni è quasi sempre 0,8.
La formula è semplice:
kW = kVA × 0,8
Quindi un gruppo da 60 kVA eroga circa 48 kW di potenza reale utilizzabile. Quando calcoli il tuo fabbisogno lavori in kW (le tue macchine sono dichiarate così), ma il generatore lo scegli in kVA. Tenere presente questa conversione evita l’errore più comune: guardare solo il numero più grande senza capire cosa rappresenta.
Passo 1: somma le potenze delle utenze
Elenca tutte le apparecchiature che dovranno funzionare in contemporanea e annota la potenza nominale di ciascuna, espressa in kW. La trovi sulla targhetta della macchina o nella scheda tecnica.
Attenzione a un dettaglio: conta solo ciò che lavora davvero nello stesso momento. Se il tuo cantiere ha dieci utenze ma al massimo cinque girano insieme, dimensionare sulla somma di tutte e dieci significa pagare per potenza che non userai mai. Questo è il cosiddetto fattore di contemporaneità.
Passo 2: considera lo spunto di avviamento
Qui si nasconde l’errore che manda in blocco più generatori. I motori elettrici, quelli di gru, pompe, compressori, all’avviamento assorbono una corrente molto più alta di quella nominale: da 3 a 5 volte tanto, per pochi istanti. Questo picco, chiamato spunto, deve essere assorbito dal generatore senza andare in crisi.
In pratica, se hai motori importanti che partono a pieno carico, devi lasciare un margine extra oltre alla semplice somma delle potenze nominali. Un compressore o una pompa da 10 kW possono richiedere 30-40 kW nell’istante dell’accensione.
Passo 3: applica il margine di sicurezza
A questo punto aggiungi una riserva del 20-25% al totale calcolato. Serve a due cose: coprire gli spunti di avviamento e mantenere il generatore in una fascia di lavoro efficiente, idealmente tra il 60% e l’80% della sua potenza continua.
Far lavorare un gruppo costantemente al 100% lo stressa e ne riduce la vita utile. Tenerlo sotto il 30% per lunghi periodi, invece, causa un fenomeno chiamato wet stacking, con accumulo di gasolio incombusto che danneggia il motore. La fascia intermedia è quella giusta.
Un esempio pratico di calcolo
Mettiamo insieme i passaggi con un cantiere tipo. Ecco le utenze che lavorano in contemporanea:
| Utenza | Potenza | Quantità |
| Gru da cantiere | 15 kW | 1 |
| Pompa sommersa | 7,5 kW | 1 |
| Betoniera | 5,5 kW | 1 |
| Utensili e saldatrici | 6 kW | 1 |
| Illuminazione e servizi | 4 kW | 1 |
Somma delle potenze: 15 + 7,5 + 5,5 + 6 + 4 = 38 kW
Margine del 25% per spunti ed efficienza: 38 × 1,25 = 47,5 kW
Conversione in kVA: 47,5 ÷ 0,8 = 59,4 kVA
Il risultato indica un gruppo da circa 60 kVA. Nel nostro esempio, il Pramac GPW60I/FS5 (60,3 kVA continui) è la scelta naturale: copre il fabbisogno con il giusto margine, senza sprechi.
I gruppi elettrogeni Giuliano per fascia di potenza
Una volta ottenuto il tuo numero in kVA, ecco i modelli di riferimento della flotta Giuliano per orientarti:
- Fino a 45 kVA – Pramac GPW45Y/FS5 (43 kVA continui, motore Stage V): per cantieri compatti, una gru medio-piccola e i servizi di base.
- Da 45 a 80 kVA – Pramac GPW60I/FS5 (60,3 kVA continui, serbatoio oltre 200 litri): il riferimento per cantieri strutturati con più macchine in contemporanea.
- Oltre 80 kVA – Pramac GPW80I/FS5 (82,5 kVA continui, 66 kW): per opere infrastrutturali, cantieri off-grid e più gru in contemporanea.
- Oltre 200 kVA – Pramac GRW200I/S5 (circa 204 kVA, 163,5 kW continui, serbatoio da 310 litri): il vero cuore energetico per grandi cantieri remoti e opere infrastrutturali di lunga durata, capace di alimentare quasi tutto il campo base insieme alle lavorazioni pesanti in corso.
Se il calcolo ti dà un valore a cavallo tra due fasce, conviene sempre scegliere il modello superiore: il piccolo margine in più ti mette al riparo dagli imprevisti, senza pesare troppo sui consumi.
Quando conviene farsi affiancare
Il metodo che hai visto copre la grande maggioranza dei casi. Ma se il tuo cantiere ha carichi particolari, molti motori che partono insieme, apparecchiature sensibili alle variazioni di tensione, o un profilo di consumo molto variabile durante la giornata, vale la pena confrontarsi con chi dimensiona questi impianti tutti i giorni.
Il team Giuliano può aiutarti a leggere i carichi reali e a scegliere il gruppo giusto prima della consegna, evitando sia i fermi da sottodimensionamento sia i costi da potenza in eccesso.
Devi noleggiare un gruppo elettrogeno per il tuo cantiere?
Contatta Giuliano per una consulenza sul dimensionamento: ti aiutiamo a individuare la potenza ideale in base ai tuoi carichi reali e alle condizioni del cantiere.
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